Ecomuseo e territorio

«L’Ecomuseo deve essere vivo e coinvolgere la comunità»

L’appello della fondatrice Mariuccia Elli, che ha trascorso decenni a raccogliere storie e aneddoti per dare un’identità alla «gente di Nova»

«L’Ecomuseo deve essere vivo e coinvolgere la comunità»

«L’Ecomuseo deve essere vivo e coinvolgere la comunità». È questo l’appello rivolto alle istituzioni da Mariuccia Elli, fondatrice dell’associazione Il Cortile, che ha celebrato nel 2022 cinquant’anni di attività. Classe 1935, Elli ha dedicato gran parte della sua vita a raccogliere storie e aneddoti, contribuendo a dare un’identità alla «gente di Nova», attraverso la vita nei cortili, il lavoro nei campi e i canti popolari.

Un Appello per l’Ecomuseo

«L’ecomuseo di Nova Milanese deve coinvolgere attivamente la comunità locale». Questo è l’invito di Elli, che sottolinea l’importanza di valorizzare un patrimonio culturale inestimabile del territorio. Ha fondato anche il Gruppo di ricerca e canto popolare, raccogliendo 350 canti italiani e stranieri e realizzando 18 recital.

L’Accreditamento Regionale

Nei primi anni 2000, Elli ha avviato il percorso per la creazione dell’Ecomuseo del Territorio di Nova Milanese, situato nel Parco Grugnotorto Villoresi, il primo e unico della provincia di Monza e Brianza, istituito nel 2008. Ha inoltre lavorato per ottenere l’accreditamento da Regione Lombardia, un processo che prevede requisiti specifici e rinnovi. L’ultimo riconoscimento è giunto nel dicembre 2025, ma con alcune raccomandazioni per miglioramenti, in quanto la Regione ha evidenziato «criticità comunicative» che necessitano di essere affrontate.

Le Origini dell’Ecomuseo

Negli anni ‘70, Elli si rese conto della necessità di documentare la storia di Nova Milanese, per evitare che, in un periodo di profondi cambiamenti come quello del secondo Dopoguerra, si perdesse la propria identità.

«La gente di Nova mi diceva che dovevo creare un museo – ha ricordato Elli – così ho iniziato a raccogliere foto, documenti, oggetti di uso quotidiano e strumenti agricoli. Ho registrato le storie delle persone che raccontavano le loro esperienze nei cortili. I contadini sostenevano che i giovani dovevano vedere e toccare gli oggetti utilizzati per comprendere appieno quel pezzo di storia».

I Progetti di Il Cortile

Il progetto dell’Ecomuseo è stato gestito da Il Cortile fino a sei anni fa, anche se ha sempre mantenuto una dimensione comunale. In questo periodo, l’associazione ha promosso convegni, laboratori scolastici e attività teatrali, oltre a condurre ricerche sull’agricoltura, con produzione di polenta e pan gialt.

Richiesta di Maggiore Attenzione

Dal 2019, la gestione dell’Ecomuseo è passata agli uffici comunali, ma Elli continua a vigilare affinché le istituzioni se ne prendano cura, chiedendo azioni concrete:

«I totem che indicano i punti di interesse in città sono stati rifatti, ma la sede istituzionale in villa Brivio è chiusa da anni e i lavori di ristrutturazione non sono mai iniziati. Inoltre, il materiale della sezione Demoetnoantropologica nella scuola Segantini è ancora chiuso in un deposito dal periodo del Covid e non è più stato esposto».

Il Legame con la Comunità

Un appello a preservare questo prezioso patrimonio per la città:

«Se non c’è coinvolgimento da parte della popolazione, non può esistere un ecomuseo. Che fine ha fatto il forum che riuniva i vari rappresentanti e soggetti interessati? È essenziale lavorare su temi significativi e progetti al servizio della città, oltre alla sola festa del paese. Se la sede non è aperta e vissuta, si perde il legame con il territorio. Servirebbero anche volontari che si prendano a cuore questo progetto, come abbiamo fatto noi come associazione per tutti questi anni».