Inizio del processo

Processo d’Appello per Giovanni Caputo, accusato di omicidio della cognata

La condanna in primo grado a 23 anni di reclusione dovrà essere riesaminata il 6 maggio prossimo.

Processo d’Appello per Giovanni Caputo, accusato di omicidio della cognata

Il 6 maggio si svolgerà il processo in Corte d’Assise d’Appello a carico di Giovanni Caputo, condannato in primo grado per l’omicidio della cognata Giovanna Chinnici. L’episodio risale a ottobre 2024, quando, in pieno giorno, il 62enne accoltellò la 63enne mentre questa cercava di difendere sua figlia Greta, aggredita sulle scale comuni di un’abitazione condivisa da tre sorelle e le loro famiglie, a Nova Milanese.

La condanna di primo grado

La sentenza emessa a ottobre 2025 ha inflitto a Caputo una pena di 23 anni di reclusione, escludendo l’aggravante della premeditazione. Inoltre, è stato stabilito un risarcimento provvisionale di oltre 800mila euro a favore dei familiari della vittima, con l’applicazione di 5 anni in una struttura psichiatrica e 3 anni di libertà vigilata al termine della pena.

Risultati della perizia psichiatrica

Una perizia psichiatrica commissionata dal tribunale ha accertato la seminfermità di Caputo, contrariamente a quanto stabilito da una precedente consulenza della procura, che aveva dichiarato la sua totale incapacità di intendere e volere. La nuova perizia, richiesta dai familiari della vittima tramite i loro legali, ha evidenziato un disturbo delirante di tipo persecutorio, ma ha riconosciuto anche una certa capacità di autodeterminazione.

Il divieto di dimora per la moglie

Caputo aveva sviluppato deliri legati alla convinzione di essere stato costretto dai vicini e dai familiari a vivere in condizioni precarie, al punto da mettere in pericolo la salute della moglie, sorella della vittima. Le sue accuse infondate riguardavano interventi all’impianto di condizionamento dell’aria, che secondo lui avrebbero diretto un getto di aria fredda verso la loro abitazione. Per prevenire ulteriori conflitti, i Carabinieri hanno emesso un divieto di dimora per la moglie dell’imputato.

Accusa di concorso morale in omicidio

Il 26 marzo è attesa la decisione del gup riguardo al possibile rinvio a giudizio di Maria Luisa Chinnici, moglie di Caputo, accusata di concorso morale nell’omicidio, per averlo istigato. Entrambi i coniugi sono anche imputati per stalking condominiale nei confronti dei loro vicini di casa.