Il festival

Dal 12 al 16 giugno si svolge “LiberaMente”, il festival dell’ex manicomio di Mombello

Il festival prevede una mostra fotografica, spettacoli teatrali, talk sulla salute mentale e momenti di convivialità con laboratori e pranzi insieme.

Dal 12 al 16 giugno si svolge “LiberaMente”, il festival dell’ex manicomio di Mombello

Limbiate ha un’importanza storica nella psichiatria italiana, essendo stata sede della più grande struttura psichiatrica del Novecento, diretta da medici noti in Europa.

Presentazione di “LiberaMente”

Attualmente, nell’area di Mombello, operano due strutture residenziali e un ambulatorio dedicati alla cura e riabilitazione della disabilità intellettiva e dell’autismo, oltre a una Casa di comunità, un CAL per cure nefrologiche e dialisi, un SERD e la neuropsichiatria infantile territoriale (ASST Rhodense). Sono attivi anche centri per il trattamento delle dipendenze (Fondazione Eris), un Centro Diurno per anziani e un Centro di Accoglienza Straordinaria per migranti. Inoltre, sono in fase avanzata di ristrutturazione due edifici destinati a diventare Rems (ASST Rhodense). L’idea di una “cittadella della cura” si sta concretizzando.

“LiberaMente” è un festival sostenuto dal Comune di Limbiate, rivolto alla popolazione per far conoscere le realtà di cura e i servizi disponibili nella comunità, con un focus sulla salute mentale.

L’evento si terrà nell’area dell’ex Ospedale Psichiatrico Antonini di Mombello, coinvolgendo in particolare Villa Crivelli (ITA Castiglioni) e le aree verdi vicine alla “Comunità Il Montebello”. Il festival propone un’esperienza multidisciplinare, combinando cultura, arte, scienza e convivialità per rendere il tema della salute mentale più accessibile e condiviso.

Iniziativa promossa da TantoPiù e dal Comune di Limbiate, con il patrocinio della Provincia MB, ASST Brianza e della Fondazione Morandi di Monza, “LiberaMente” nasce dalla collaborazione tra tre realtà: l’associazione TantoPiù, che dal 2024 si dedica alla valorizzazione della memoria e cultura di Mombello; il gruppo culturale Mombello Im-Pazza, attivo dal 2025 e composto da professionisti della salute mentale e artisti; e la Comunità di Famiglie Il Montebello, nata nel 2007 e operante nell’ex manicomio.

“Il Festival “LiberaMente” rappresenta un appuntamento di grande rilievo per la nostra comunità – afferma il Sindaco di Limbiate Antonio Romeo. L’Amministrazione Comunale sostiene con convinzione questa iniziativa, che si inserisce nel percorso di valorizzazione e riscoperta dei luoghi storici di Limbiate. L’area di Mombello custodisce una memoria collettiva complessa che non va dispersa, ma riletta in chiave futura, per trasformare uno spazio del passato in un punto di riferimento moderno per il benessere dei cittadini. Il nostro impegno verso il tema della salute mentale si realizza concretamente attraverso la collaborazione e il dialogo costante con le diverse realtà, sia istituzionali che associative, che operano nel complesso di Mombello, che ringrazio per il lavoro quotidiano e la sensibilità dimostrata sul territorio.”

Il programma del festival

Venerdì 12 giugno alle 17:30 sarà inaugurata la mostra fotografica “Era Mombello”, curata da Giacomo Doni, che esplorerà la vita nell’ex manicomio. Alle 19:00 si terrà “Aspettando il teatro”, un aperitivo organizzato dalla comunità Montebello, seguito alle 20:45 dallo spettacolo teatrale “Noi siamo quelle che chiamano matte”, realizzato dalla compagnia “I fuori di testo”.

Sabato 13 giugno, il Festival offrirà un picnic alle 12:30 e visite a bancarelle di hobbisti alle 15:00. Alle 17:30 si svolgerà il talk “Il tempo dei manicomi”, con interventi di esperti del settore e moderato da Jacopo Santambrogio, psichiatra ASST Brianza. La giornata si concluderà alle 19:30 con un aperitivo e djset a cura di TantoPiù.

Martedì 16 giugno dalle 15:00 riaprirà al pubblico la mostra “Era Mombello” e alle 21:00 il Festival si concluderà con il talk “Quale futuro”, coordinato dalla comunità Montebello, con la partecipazione di varie autorità, tra cui il Sindaco Antonio Romeo e rappresentanti di ASST Brianza e della Fondazione Eris.